Hai un dolore articolare. Può dipendere da molte cose: la causa recente o di vecchia data? E’ un dolore acuto o cronico? Hai subito un intervento chirurgico? Sei un atleta?
Tutti e nessuno: a seconda del tipo di dolore e del tempo che è trascorso dalla causa che l’ha generato, l’intervento termico dovrà essere diverso.
Freddo
Quando?
- Se ti sei infortunato da meno di 48 ore (distorsione della caviglia o martello su un dito, fa lo stesso!) e la parte interessata è gonfia e dolente.
- Dopo un intervento chirurgico, per ridurre il gonfiore e l’eventuale sanguinamento e per contenere l’edema.
- Dopo l’allenamento, in caso di dolori cronici tipici degli atleti: l’esempio tipico è quello del ginocchio del corridore e, più in generale, in caso di tendiniti e borsiti.
Come?
Caldo
Il calore provoca la vasodilatazione a livello dell’applicazione: questo aumenta l’apporto di ossigeno e velocizza la rimozione delle tossine che si accumulano a seguito di un evento traumatico o infiammatorio.
Quando?
- In caso di dolore cronico accompagnato da rigidità delle giunture, e muscoli dolenti o contratti. In questi casi il calore aiuta a sciogliere le contratture e ad alleviare così il dolore.
- In caso di tendiniti croniche e rigidità, ad esempio quelle che si ereditano da vecchi infortuni, riscaldare le parti interessate prima di allenarsi migliora l’elasticità e scioglie i muscoli.
- Dopo l’allenamento, per dare sollievo ai muscoli affaticati e facilitare l’eliminazione dell’acido lattico e degli altri metaboliti che si accumulano in seguito ad uno sforzo intenso.
- Per alleviare i dolori da spasmo muscolare (mal di pancia, dolori mestruali, …)
Come?
Si può utilizzare un asciugamano riscaldato, un cuscinetto caldo-freddo o anche un termoforo. In alternativa si può fare un bagno caldo. Anche in questo caso, non superare i 20 minuti.
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