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Quante volte lamentando insonnia, agitazione o risvegli frequenti vi siete sentiti rispondere: prova la valeriana!

La Valeriana (Valeriana officinalis) è, in effetti, una pianta usata da secoli per le sue proprietà calmanti. E’ una pianta erbacea perenne ed è la più nota della famiglia delle Valerianacee.
Cresce in tutta Europa, ma anche in Asia e in America. Predilige le zone umide (boschi, vicinanze di corsi d’acqua) e cresce senza problemi fino a medie altitudini.

Parti utilizzate

Radice e rizoma. Il rizoma è una parte sotterranea della pianta, come la radice, ma è in realtà una modificazione del fusto, costituito principalmente da una riserva di amidi, quindi di energia per la pianta. Esso, inoltre, contiene delle gemme, quindi è in grado di generare nuove piantine.

Proprietà e utilizzi

Preparati a base di estratto di valeriana si rivelano utili in caso di tensione, irrequietezza, sindromi ansiose di varia origine, difficoltà a prendere sonno.
La valeriana può essere utile, in particolare, nell’insonnia da eccessivo lavoro.
Uno dei principali vantaggi della valeriana è che è in grado di indurre e migliorare la qualità del sonno senza, d’altra parte, provocare sensazione di sonnolenza al risveglio.
Studi recenti hanno evidenziato come l’azione di induzione del sonno della valeriana sia paragonabile, in alcuni casi, a quella dell’oxazepam, una benzodiazepina usata come induttore del sonno, oltre che come ansiolitico.
Per il suo profilo di tollerabilità, la valeriana è stata presa in considerazione, con buoni risultati, per trattare l’insonnia in pazienti che prendono già molti farmaci, come i pazienti anziani.
La valeriana può rivelarsi efficace, inoltre, per attenuare emicranie e cefalee di origine nervosa, come antispastico gastrointestinale e per i disturbi del ciclo mestruale.
Numerosi sono gli studi effettuati per individuare i principi attivi responsabili degli effetti terapeutici della valeriana, che però sembrano essere dovuti all’intero fitocomplesso, cioè all’insieme dei suoi componenti, più che a uno o all’altro dei componenti stessi.

Forme di somministrazione

La valeriana può essere assunta in compresse, contenenti l’estratto secco che, in genere, nelle preparazioni odierne è titolato e standardizzato, oppure in tintura madre o estratto fluido.
La droga essiccata si può trovare anche in forma sfusa per infusi e tisane, ma il sapore decisamente sgradevole rende questa via di somministrazione molto poco utilizzata.

Precauzioni

La valeriana non induce assuefazione e l’unico effetto collaterale dimostrato da studi scientifici è la possibilità di induzione di capogiri in un certo numero di soggetti trattati.
Particolare attenzione deve essere posta, invece, ad evitare l’assunzione contemporanea di farmaci ad azione sedativo-ipnotica, in quanto la valeriana può potenziarne gli effetti. Lo stesso vale, più in generale, per tutti i farmaci con azione sedativa sul sistema nervoso centrale, compresi gli antistaminici e l’alcool.
Infine, ma non meno importante, durante la gravidanza bisognerebbe impiegare estratto di valeriana con cautela e dietro indicazione del medico, in quanto alcuni suoi componenti, i valepotriati, hanno mostrato in vitro proprietà mutagene.

Curiosità

  • La valeriana è detta anche erba gatta o erba dei gatti. Le origini di questo nome derivano dal fatto che, secondo la tradizione popolare, la valeriana attirerebbe i gatti, in quanto avrebbe su di essi effetti addirittura allucinogeni!
  • La Valeriana officinalis non dev’essere confusa con la valerianella (Valerianella olitoris), che fa sempre parte della famiglia delle Valerianacee, ma viene coltivata a scopo alimentare.

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