Memorizzare i princìpi base del primo soccorso è utile per poter essere davvero d’aiuto in caso di emergenza. Gli operatori di pronto soccorso sostengono che tutto quanto viene messo in atto entro la prima ora dal momento dell’incidente è fondamentale: maggiore è l’aiuto dato in questo lasso di tempo e più probabilità di un esito favorevole ci saranno per l’infortunato.Gli obiettivi del primo soccorso sono nella sostanza i seguenti:

  • Tenere in vita l’infortunato
  • Arrestare il peggioramento delle condizioni dell’infortunato
  • Favorire la sua guarigione
  • Rassicurare e fornire  conforto
Durante un’emergenza è di primaria importanza riuscire a valutare la situazione nella maniera più tempestiva possibile; successivamente, tutte le azioni messe in pratica non devono essere casuali e soprattutto non devono essere frutto di improvvisazione.
Avere bene in mente la sequenza delle operazioni è fondamentale per la riuscita dell’intervento. La prima cosa in assoluto da fare è verificare il livello di reattività dell’infortunato. Si possono presentare quattro casi:

  • Stato vigile: l’infortunato è sveglio è sarà in grado di parlarci.In questo caso, dopo averlo rassicurato sull’arrivo dei soccorsi e sulla vostra disponibilità ad aiutarlo, cercate di raccogliere più informazioni possibile che potranno essere utili ai medici e paramedici in arrivo:
    • chiedere il nome dell’infortunato. In alcune situazioni può essere di grande conforto sentirsi chiamare per nome ed è utile farlo soprattutto quando la vittima inizia a perdere conoscenza;
    • se si tratta di bambini, informarsi sull’età e, se sono abbastanza grandi e se sono in grado di dirlo, chiedere loro come contattare genitori e/o parenti;
    • cercare di avere quante più informazioni possibile sul problema in questione. Potrebbe trattarsi di una situazione che si ripete e saperlo potrebbe mettere il soccorritore in condizioni di prestare aiuto in modo ancora più mirato;
    • indagare sullo “stato neurologico” dell’infortunato: mal di testa, vertigini, debolezza di braccia o gambe, formicolio, incapacità a muovere una parte del corpo, perdita di sensibilità;
    • verificare la presenza di tosse, fiato corto, rantoli, dolori al petto, vomito, diarrea;
    • informarsi sulle medicine che l’infortunato sta eventualmente assumendo e se soffre di allergie;
    • chiedere quando ha mangiato l’ultima volta. L’informazione è importante nel caso l’infortunato dovesse essere sottoposto ad intervento chirurgico oppure nel caso in cui soffrisse di diabete;
    • anche le informazioni raccolte dai passanti sono assai utili al buon esito del soccorso. L’infortunato, per quanto vigile, può essere confuso e vago su quanto accadutogli, mentre l’esatta sequenza degli eventi è molto utile al personale medico perché può fornire indizi chiave sulla natura del malessere;
    • utilissime informazioni vengono, inoltre da “piastrine” mediche che l’infortunato potrebbe indossare al polso o al collo: verificatene la presenza e riferite ai soccorritori queste informazioni.
  • Stato verbale: l’infortunato può sembrare privo di sensi ma risponderà ad uno stimolo verbale. Provate a chiedere ad alta voce, accostandovi all’orecchio, cose del tipo: “come si chiama?”, “dove ha dolore?” etc. Risponderà come se si fosse svegliato dal sonno. Potete anche provare a battergli sulla spalla o a scuoterlo leggermente (ma attenzione: non fatelo se temete che possa aver riportato danni alla colonna vertebrale).
  • Stato doloroso: urla e si lamenta a tratti o in modo continuativo. Risponde cioè solo a stimoli dolorosi. In questo caso può essere particolarmente difficile interagire con l’infortunato. In tali condizioni cercate di rassicurarlo il più possibile.
  • Stato incosciente: l’infortunato non risponde affatto in seguito ad alcuna stimolazione. E’ in questa situazione che più probabilmente il soccorritore (esperto) si troverà costretto a praticare manovre di liberazione da corpi estranei della bocca, rianimazione, respirazione artificiale e massaggio cardiaco.