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A che servono gli amici, se non ad essere importunati nel momento del bisogno? Ho la fortuna di conoscere personalmente Marco Donati, che tra le altre mille cose che fa, ha sviluppato TMT (che sta per Track My Trek), una app della quale volevo parlare da un po’.

Approfittando della sua disponibilità, gli ho fatto qualche domanda su TMT, e così oggi la app del benessere ce la spiega direttamente lo sviluppatore.

Ciao Marco e prima di tutto grazie. Cominciamo dalle basi: cos’è TMT e come ti è venuta l’idea di svilupparla?

TMT è un’app pensata per registrare percorsi, né più né meno: la si avvia, si fa partire la registrazione, la si arresta alla fine e se si vuole la si invia all’indirizzo e-mail desiderato.

Ho pensato di svilupparla mentre iniziavo a imparare a programmare per iOS: come molti altri, anch’io ho bisogno di pormi degli obiettivi lungo il percorso di apprendimento, e l’obiettivo che mi ero posto è stato quello di pubblicare un’app che avesse una sua utilità, oltre che per me, anche per qualcun altro.

Bisogna essere smanettoni per usare TMT?

No, affatto, anzi l’idea era proprio quella di realizzare qualcosa che fosse utilizzabile da chiunque, non necessariamente da esperti o, appunto, smanettoni.

Perché uno sportivo dovrebbe scegliere TMT, tra le tante app di tracciamento dati oggi disponibili?

Perché l’ho fatta io!
Ovviamente scherzo. Un buon motivo per preferirla ad altre app è, come detto, la sua semplicità. Non ci sono account da creare o siti da visitare, non c’è una configurazione complicata da impostare: la si installa, la si avvia, e registra.

Se poi si preferisce giocare con le impostazioni non è certo vietato, ma si tratta di cinque opzioni (no, davvero, non sto esagerando, sono proprio cinque, le ho contate in questo momento!), che probabilmente presto si ridurranno ulteriormente.

Un’altra buona ragione è il fatto che mi sono impegnato particolarmente sulla precisione del rilevamento della posizione. Non mi dilungherò più di tanto in noiose descrizioni tecniche, ma basti sapere che si tratta di una questione molto complessa, e che è molto importante riuscire a selezionare i soli punti “buoni” nella miriade di quelli rilevati, mantenendo però una frequenza di rilevamento abbastanza alta da non rendere la registrazione completamente inutile.

Troppo complicato? Mi spiego meglio: quando viene avviato, il gps (dico gps per semplificare, anche se in realtà uno smartphone rileva la posizione utilizzando una serie di strumenti) rileva continuamente la propria posizione e la invia all’app grossomodo ogni secondo, indipendentemente da quanto questo rilevamento sia preciso, e oltre alla posizione stessa le comunica anche la sua approssimazione (da un minimo di 5 metri a un massimo di infinito). Il nostro compito è quello di scartare tutte le posizioni la cui approssimazione è troppo alta. Ottimo, ma cosa succede se per un intervallo lunghissimo non arriva nessun rilevamento preciso? In questo caso, terremo buona, dell’intervallo, la posizione con l’approssimazione più bassa, in modo da avere almeno un’idea di dove ci trovavamo.

Ancora troppo complesso? Allora vi basti sapere che tutto quello che ho fatto è stato cercare di evitare, nei limiti del possibile, che l’app vi facesse correre sui palazzi, in mezzo ai fiumi, in fondo ai crepacci. Meglio così? OK!

track my trek screenshot samifar parafarmacia borgo cerreto spoleto norcia

Pensi che TMT sia adatta solo ai runner o vedi anche altri impieghi, magari meno classici?

So per certo che la usa qualche ciclista, e sto pensando a una funzione che attivi il posizionamento a intervalli molto lunghi, di alcuni minuti, per utilizzarla durante lunghe camminate senza che lo smartphone si scarichi in tempi brevissimi.

[Questa è una bella notizia per me che, essendo pigra, non corro, però spesso mi diverto a tracciare con TMT le passeggiate con i cani. NdR]

Da runner, consigli di utilizzare un sistema di tracciamento anche se si è principianti? Se sì perché?

Certo, anzi forse lo consiglio più ai principianti che agli esperti: tracciando le proprie uscite si vedono molto meglio i propri progressi, che se all’inizio (parlo proprio delle primissime uscite, nel primo paio di mesi) sono evidentissime, da un certo punto in poi tendono ad appiattirsi. Registrando le proprie uscite è possibile tenerne traccia, e vedere che, anche se non lo si percepisce a occhio nudo, i miglioramenti ci sono.

In generale, da runner ormai esperto, quali consigli daresti a chi vuole iniziare a correre, magari spinto dalla bella stagione? Quali errori hai fatto e sicuramente oggi non rifaresti?

Runner esperto? Con chi stai parlando scusa?
Scherzi a parte, il mio suggerimento è quello di seguire un programma progressivo, di non affrontare la corsa con obiettivi troppo ambiziosi a brevissimo termine, soprattutto se si parte da zero come ho fatto io quasi tre anni fa.

Io ho seguito il Couch to 5K, grazie al quale nel giro di meno di due mesi sono passato dal non essere in grado di correre un km a farne cinque (quasi) in scioltezza. Di programmi simili ne esistono parecchi: l’importante è sempre quello di andare per gradi.

L’errore che non ripeterei è appunto quello di strafare: appena completato il programma dei 5 km ho iniziato a correre troppo e soprattutto troppo forte per il mio fisico, che comunque si stava ancora adattando a passare da una quasi totale sedentarietà a percorrere mediamente più di 15 km alla settimana. Il risultato è stata una infiammazione della bandelletta ileotibiale, un classico infortunio da runner, per guarire dal quale mi sono dovuto fermare per circa un mese.

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Ringrazio Marco per la disponibilità e aggiungo che TMT è disponibile gratuitamente sull’App Store.

 

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