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Hai deciso di prendere un cucciolo? Bene! Diamo per scontato che tu abbia valutato attentamente la tua scelta (a proposito, niente cuccioli sotto l’albero!) e che sia pronto ad affrontare l’avventura.

La seconda cosa che devi fare è prendere appuntamento con un veterinario e iniziare il protocollo delle vaccinazioni. La vaccinazione è una forma preventiva di difesa per proteggere il cucciolo da malattie di origine virale che risulterebbero altrimenti mortali in un organismo il cui sistema immunitario non è ancora completamente sviluppato.

Ogni specie ha le sue bestie nere, cioè quelle malattie che si devono evitare perché molto gravi. Per il cane, per esempio, sono parvovirosi e cimurro, gastroenterite e FIV (sindrome da immunodeficienza acquisita felina) per il gatto, mixomatosi per il coniglio, tetano per il cavallo, solo per citarne alcune.

Chi deve eseguire le vaccinazioni?

Una cosa importante che non ci stancheremo mai di sottolineare è che la vaccinazione è di stretta competenza del veterinario, poiché il cucciolo deve essere accuratamente visitato prima di essere vaccinato, per accertarne il buono stato di salute ed escludere che sia affetto da parassiti cutanei ed intestinali. Questo perché, se l’animale non è in perfetta salute, la somministrazione del vaccino potrebbe rivelarsi inefficace o addirittura pericolosa.

Ti consigliamo, quindi, di non tentare di vaccinare il cucciolo da solo: anche se ti sembra che il tuo cucciolo stia bene e anche se ti sembra una cosa facile da fare (che ci vorrà mai a fare una punturina?), solo la competenza e l’occhio di un veterinario esperto ti potranno dire che l’animale è in buone condizioni di salute.

La vita del cucciolo non ancora vaccinato

Fino a quando la copertura vaccinale non sarà attiva (in genere sono necessari più o meno due mesi, ma chiedi sempre al veterinario), non esagerare con le uscite e con la vita sociale. Questo non significa che il tuo cucciolo deve vivere in isolamento, tutt’altro, la socializzazione è importante per il suo benessere quanto la salute fisica, ma cerca di evitare le situazioni a rischio: aperta campagna, boschi, luoghi di pascolo e stalle in cui vivono animali da reddito, incontri con animali liberi (anche in città, ad esempio con cani randagi). Fai attenzione anche ad evitare al tuo cucciolo sforzi fisici eccessivi durante il periodo di istaurazione dell’immunità.

Naturalmente un cucciolo non ancora vaccinato o appena vaccinato non andrà neppure esposto a correnti d’aria o a condizioni di bassa temperatura; ecco perché è assolutamente sconsigliato fare il bagno ad un cucciolo non vaccinato o appena vaccinato, soprattutto nel periodo invernale.

Il cucciolo vive fuori casa? Assicurati che la sua cuccia sia a prova di freddo e ben fornita di coperte e/o vecchi maglioni sempre asciutti.

Effetti collaterali

Come i vaccini umani anche quelli veterinari possono avere effetti collaterali e manifestazioni sfavorevoli che potrebbero comparire nel cucciolo in maniera più o meno evidente e grave: febbre, abbattimento, comparsa d’eruzioni purulente, asma etc. La frequenza e la gravità di queste manifestazioni sono, tuttavia non paragonabili al rischio ed alla gravità delle malattie cui andrebbe incontro un cucciolo senza vaccino.

Richiami

L’ immunità prodotta da una dose di vaccino ha una durata variabile secondo il tipo di vaccino e di malattia contro cui deve agire, e può essere di pochi mesi o di parecchi anni. Passato un certo periodo di tempo l’organismo smette di produrre gli anticorpi specifici. Per questo motivo si eseguono in seguito delle vaccinazioni di richiamo, che servono a ricordare all’organismo di tenersi pronto a combattere la malattia.

Per la maggior parte dei vaccini, se si vuole stimolare al meglio la difesa immunitaria, si deve eseguire un primo richiamo a distanza di 3-4 settimane dalla prima dose (questo non è necessario per la rabbia e per le malattie virali del coniglio), e poi richiami annuali o semestrali, a seconda del tipo di vaccino e delle condizioni di vita dell’animale.

E se adotti un cane adulto e non sai se e quando è stato vaccinato? Ti conviene sempre iniziare il protocollo come se non lo fosse stato: è preferibile un vaccino in più piuttosto che rischiare di esporlo al pericolo di contrarre una grave malattia infettiva.