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Quando chiediamo ai proprietari di animali che acquistano farmaci veterinari se vogliono inserire il codice fiscale sullo scontrino, molti ci guardano ancora sconcertati: ma perché posso portare in detrazione?

Da gennaio 2020 poi, le cose sono leggermente cambiate. Colgo perciò l’occasione per riassumere le risposte alle domande più frequenti alle quali ci capita di rispondere al banco.

Quali spese si possono detrarre

Per quanto riguarda i prodotti acquistabili qui in parafarmacia, si possono portare in detrazione tutti i medicinali veterinari, compresi gli antiparassitari, acquistati per animali da compagnia o detenuti per pratiche sportive.

A questo proposito, ci capita ancora di sentire clienti a cui il commercialista ha depennato scontrini della parafarmacia: a ciascuno il suo lavoro, ma in questo caso il commercialista sbaglia, perciò opponetevi e pretendete che quegli scontrini siano considerati (e vale in generale, non solo per le spese veterinarie).

Possono poi essere portate in detrazione le spese mediche veterinarie, perciò visite, vaccini, interventi chirurgici ed esami diagnostici.

La franchigia minima

C’è una cifra sotto la quale le spese affrontate non si possono detrarre, ed è 129,11 €. Significa che se nell’arco dell’anno spendi meno, non puoi recuperare nulla. Questa cifra non è cambiata con le modifiche del 2020.

Il tetto massimo di spesa

Questa è la novità di quest’anno: il tetto massimo di spesa detraibile sale a 500 euro (era 387,40). Ti ricordo che vanno in questo totale tutte le spese per il tuo animale, sia quelle per i medicinali che quelle per le visite e gli eventuali interventi.

Quanto si recupera

Quello che recuperi è il 19% della differenza tra la tua spesa annuale (fino al tetto massimo di 500 euro) e la franchigia minima. Difficile? Facciamo tre esempi:

  • Esempio 1 – spendi in totale nell’anno 125 euro: facile, non porti in detrazione nulla e non recuperi nulla.
  • Esempio 2 – spendi in totale nell’anno 490 euro: ecco il tuo calcolo
    (490 – 129,11) x 19% = 360,89 x 19% = 68,57 € è l’ammontare della tua detrazione
  • Esempio 3 – spendi in totale nell’anno 690 euro: poiché il tetto massimo è 500, la cifra che devi considerare è questa, perciò il tuo calcolo sarà
    (500 – 129,11) x 19% = 370,89 x 19% = 70,47 € è l’ammontare della tua detrazione

Quindi, se la spesa annua raggiunge e supera 500 euro, l’importo massimo che recuperi sarà comunque 70,47 euro.
Poco? Sì, secondo me poco, comunque leggermente meglio di prima, speriamo che questo sia solo un primo passo.

Cosa fare perché le spese veterinarie si possano portare in detrazione

Lo scontrino o la fattura devono riportare il codice fiscale di chi detiene legalmente l’animale.

Nel caso del cane, per esempio, il codice fiscale riportato sullo scontrino o sulla fattura, deve essere della persona che risulta l’intestataria legale del cane stesso all’anagrafe canina.

Nel nostro caso specifico, cioè per l’acquisto dei medicinali veterinari, ricordati sempre di fornirci la tessera sanitaria prima dell’emissione dello scontrino.

Non è necessario, invece, conservare la ricetta, anche perché dallo scorso anno le ricette veterinarie sono elettroniche, quindi non c’è più in generale l’obbligo del cartaceo.

Un’ultima precisazione, valida in generale: da quest’anno le spese sanitarie si possono portare in detrazione solo se pagate con mezzi tracciabili, quindi non in contanti.
Questo non vale qui da noi, perché è stata fatta un’eccezione per farmaci, dispositivi medici e protesi, che possono essere pagati in contanti e ugualmente portati in detrazione.
Però ricordatene quando vai dal veterinario!

Spero di esserti stata utile con questo breve promemoria, ovviamente per tutte le questioni specifiche rivolgiti al tuo commercialista, al quale non mi voglio assolutamente sostituire!